cani segugi

Con l’art. 99 la LR 28/2017 ha aggiunto due commi all’art. 7 ter della LR 56/1986:

  • l’uso dei cani da seguita, che abbiano superato la prova pratica di valutazione, nella caccia agli ungulati è consentito fino al perimetro esterno delle zone destinate alla protezione della fauna e dei parchi.
  • l’uso dei da seguita che non hanno superato la prova pratica di valutazione è consentito fino a 1 km dai confini esterni di parchi e zone destinate a protezione della fauna.
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LR 21 luglio 2017, n.28

Continuiamo l’informazione circa le modifiche e integrazioni  alla LR 6/2008 apportate con la legge in oggetto..

Art. 87 (Zone per attività cinofile).     Le autorizzazioni all’istituzione delle zone cinofile sono rilasciate previo consenso scritto dei proprietari dei terreni. Detto consenso scritto non è necessario qualora la zona cinofila richiesta dalla Riserva di caccia  sia tempo determinato, non superiore a cinque mesi; la zona può arrivare fino al 45% del territorio agro-silvo-pastorale e nella stessa sono consentiti l’immissione e l’abbattimento della fauna di allevamento appartenente alle specie cacciabili per tutta la stagione venatoria.

Art. 90 (Formazione dei dirigenti venatori e dei cacciatori).   La Regione concede contributi alle varie Associazioni (venatorie, agricole e ambientaliste) per l’organizzazione dei corsi preparatori alle diverse abilitazioni.  Le Commissioni degli esami sono nominate dalla Regione e composte da tre componenti, di cui almeno un dipendente regionale in qualità di Presidente. Non è più previsto l’impegno per la Regione di promuovere l’organizzazione di corsi di aggiornamento per i cacciatori.

Art. 92 (Permessi di caccia e inviti).   Per favorire l’abbattimento dei soli cinghiali, la Riserva di caccia può rilasciare permessi annuali anche a cacciatori associati ad altre Riserve della Regione, fino ad un massimo di 15 permessi e comunque per un numero non superiore al 50% dei propri soci. Nelle zone di rimozione del cinghiale il rilascio dei permessi “è dovuto” se sono stati accertati danni nell’anno solare precedente da parte del Servizio regionale competente; fuori da tale zona di rimozione, il rilascio dei permessi è dovuto se la Riserva non ha completato almeno il 75 % del piano di abbattimento.

Art. 93 (Altre disposizioni).   Il cacciatore deve tenere il fucile scarico e riposto nel fodero quando si muove a piedi per raggiungere il luogo e l’appostamento di caccia e per allontanarsi dagli stessi rispettivamente prima e dopo gli orari consentiti per l’attività venatoria.

 

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Nuove norme regionali in materia di caccia.3

Continuiamo ad evidenziare le modifiche apportate con la LR 28/17.

Art. 80 (Direttore della Riserva)  La mancata iscrizione del Direttore della Riserva all’elenco dei Dirigenti venatori, comporta la sua decadenza e non è  eleggibile fino a quando non ha superato l’esame.

Art. 81 (Registri)  E’ stato ripristinato l’obbligo per le Riserve di tenere anche il registro degli inviti.

Art. 82 (Regolamento di fruizione venatoria)  Il regolamento è adottato, su proposta del Direttore, dall’Assemblea dei soci conformemente alle clausole minime di uniformità individuate con deliberazione della Giunta regionale.  L’esercizio venatorio è consentito sul territorio della Riserva di caccia esclusivamente quando:

  • la Riserva sia dotata del regolamento di fruizione venatoria già esecutivo;
  • la Riserva abbia versato la quota dovuta al Distretto Venatorio;
  • il Distretto abbia ratificato i censimenti annuali.                                                       L’esercizio venatorio nei confronti della fauna stanziale è consentito limitatamente alle specie per cui sia stato concesso il prelievo.

Art. 83 (Mostra trofei)   Qualora una Riserva non partecipi all’esposizione dei trofei la Regione provvede a decretare la decadenza del Direttore della Riserva di caccia con conseguente commissariamento.

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Nuove norme regionali in materia di caccia.2

Continuiamo con la pubblicazione delle novità introdotte dalla LR 28/2017, entrate in vigore dal 27 luglio 2017.

Art. 74 (Funzioni della Regione) Dal prossimo 1 gennaio 2018 la Regione organizzerà i soli esami per il conseguimento delle varie abilitazioni (fra cui la caccia di selezione e quella con i segugi), mentre i corsi di preparazione potranno essere affidati alle associazioni venatorie riconosciute alle quali saranno erogate sovvenzioni per sostenere i relativi costi.

Art. 76 (Piano faunistico regionale) Fra i diversi compiti dovrà: stabilire i criteri per la differenziazione del prelievo venatorio relativo alla selvaggina adulta proveniente da allevamento e per l’individuazione dei territori ove è possibile il rilascio della stessa senza limitazioni, fatto salvo quanto previsto per le zone cinofile. In attesa dell’aggiornamento del PFR, dall’annata venatoria 2017/2018 i criteri di cui sopra potranno essere adottati con deliberazione della GR, sentito il Comitato Faunistico Reg.

Art. 78 (Fauna selvatica ferita)  Gli ungulati feriti in seguito a sinistri stradali, se non recuperabili, possono essere abbattuti sul posto da un cacciatore individuato all’uopo dal Direttore della Riserva di caccia nella quale è avvenuto l’investimento. Prima dell’inizio delle operazioni il Direttore deve avvertire la Vigilanza Venatoria, la quale può impartire disposizioni o partecipare alle operazioni. Le spoglie degli ungulati soppressi sono di proprietà della Riserva di caccia nella quale è avvenuto l’investimento.

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NUOVE NORME REGIONALI IN MATERIA DI CACCIA

Nel supplemento ordinario n. 23 al BUR del 26 luglio 2017 n.30 è stata pubblicata la L.R. 21 luglio 2017 n. 28 che  al Titolo IV (dall’art. 61 alla fine) riporta modifiche a varie leggi regionali inerenti l’attività venatoria. Alcune di queste vengono incontro a pressanti richieste dei cacciatori, ma molte altre aumentano la burocrazia nella gestione dell’attività delle Riserve di caccia e dei Distretti venatori.

A puntate riporteremo le principali novità.

art. 71. E’ stato tolto il limite di abbattimenti giornalieri di cinque colombacci.

art.72. Nella zona faunistica delle Alpi è consentita la caccia agli ungulati comunque svolta (anche con il segugio) su terreni coperti di neve.

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